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di Marco Poggianella, Founder e CEO di SOP Società Benefit

La coltivazione del riso

Una risaia è un sistema vivente: acqua, suolo, microrganismi, radici, nutrienti, clima e pratiche agronomiche interagiscono continuamente. In pochi centimetri si incontrano processi biologici, produttivi e climatici che determinano fertilità, emissioni, uso delle risorse, qualità e resa. Tra il Quattrocento e Cinquecento il riso ridisegna la Pianura Padana e, con lui, rogge, canali e chiuse danno forma a una cultura dell’acqua che arriva fino a noi. Pavia, Vercelli e Novara sono il cuore di questo sistema, dove il riso è agricoltura, economia e identità. Per secoli abbiamo imparato a governare l’acqua; oggi quella capacità deve abbracciare anche clima, suolo, produttività e sicurezza alimentare.

L’agricoltura ha raggiunto una capacità straordinaria di produrre cibo. La nuova frontiera è svilupparla insieme ai sistemi naturali dai quali dipende. La relazione in campo è evidente: l’acqua influenza il suolo, il suolo seleziona le comunità microbiche, i microrganismi governano le trasformazioni del carbonio e dell’azoto. La produttività emerge dalla qualità del sistema.

Il riso è fondamentale per miliardi di persone; nelle risaie sommerse le condizioni anaerobiche favoriscono la formazione di metano. Questo gas permane in atmosfera circa dodici anni e ha un effetto rilevante sul riscaldamento nel breve periodo. Ridurne le emissioni costituisce quindi una leva importante per rallentare il riscaldamento nei prossimi decenni. La domanda è concreta: come ridurre l’impronta climatica preservando resa e qualità e migliorando l’efficienza nell’uso delle risorse? Da venticinque anni, in SOP, lavoriamo su queste relazioni. Nella rizosfera le radici interagiscono con batteri e funghi; il microbioma partecipa ai processi che regolano i nutrienti e la risposta della pianta alle condizioni ambientali. I bioattivatori SOP vengono studiati dentro questa complessità, con misure rigorose, per valutarne gli effetti sul sistema suolo-pianta e su parametri definiti. È qui che un’intuizione diventa innovazione: quando i suoi effetti vengono misurati nelle condizioni reali della produzione.

Il progetto MAREA

Da questa impostazione nasce MAREA, Mitigation and Agroecology for Rice Ecosystems and Aquatic Environments. La storia ha inizio durante la COP30 di Belém, quando SOP Società Benefit e Acqua Novara.VCO condividono una domanda: come trasformare una sfida climatica globale in un progetto territoriale capace di produrre dati misurabili e verificabili?

Il 25 giugno MAREA è stato presentato presso Acqua Novara. VCO insieme a Ente Nazionale Risi, Università degli Studi di Torino, UpToFarm, Regione Piemonte e Provincia di Novara, istituzioni e imprese agricole. Il progetto lavora su tre direttrici: mitigazione climatica, qualità delle acque e pratiche di agricoltura rigenerativa.

Nei campi di Borgolavezzaro (NO) i protocolli confrontano la gestione aziendale standard con tesi che prevedono i biopotenzianti SOP, osservando nello stesso sistema suolo, microbioma, pianta, acqua e atmosfera. Le emissioni di metano vengono monitorate con prelievi diretti da risaia e analisi in gascromatografia con UpToFarm, uno spin-off dell’Università degli Studi di Torino.

I primi dati

Nelle prove 2026, la tesi con SOP COCUS RICE e il 25% in meno di fertilizzazione azotata ha mostrato una riduzione media delle emissioni cumulative di metano di oltre il 25% rispetto alla gestione aziendale standard. È un risultato rilevante perché associa una minore impronta climatica a una riduzione dell’apporto di azoto chimico, la cui produzione e il cui utilizzo comportano a loro volta emissioni significative di gas serra. La sfida, in agricoltura, è far avanzare insieme mitigazione climatica, efficienza nell’uso delle risorse e capacità produttiva. Anche l’acqua racconta questa visione.

Acqua Novara.VCO, guidata dall’Amministratore Delegato Daniele Barbone, gestisce ogni anno oltre 60 milioni di metri cubi di acqua e, attraverso il Piano Agenda 2036, apre la prospettiva di valorizzarla nel sistema agricolo. Raccolta, depurata e restituita al territorio, l’acqua può tornare a sostenere la produzione di cibo dentro un ciclo più efficiente.

Nei campionamenti realizzati sui campi di Borgolavezzaro, la tesi con bioattivatori SOP e il 25% in meno di fertilizzante azotato ha mostrato, nelle acque in uscita a valle, una concentrazione di azoto ammoniacale inferiore del 21% rispetto alla gestione aziendale convenzionale a concimazione piena. È un segnale coerente con una maggiore efficienza nella gestione dell’azoto nel sistema suolo-pianta e apre una prospettiva particolarmente interessante sul rapporto tra produzione agricola e qualità delle acque.

Verso la COP31

La portata emerge quando cambiamo scala. Nel mondo, il riso occupa oltre 160 milioni di ettari ed è alla base dell’alimentazione di miliardi di persone. Ridurre insieme l’apporto di azoto e le emissioni di metano, mantenendo al centro la capacità produttiva, apre una prospettiva concreta per la mitigazione climatica e la sicurezza alimentare. È la base sui cui è costruita SOP, una Società Benefit e B Corp: il valore economico nasce dentro sistemi fatti di suolo, acqua, persone, conoscenza e territori.

In agricoltura queste relazioni entrano direttamente nella capacità produttiva e nella competitività delle imprese. A novembre MAREA completerà il suo primo viaggio: dalla COP30 di Belém ai campi di Borgolavezzaro, fino alla COP31 di Antalya, in Turchia, nel Padiglione Italia ospiti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Una visione globale incontra un territorio, diventa ricerca, misura ed esperienza produttiva e ritorna al confronto internazionale portando conoscenza. Una risaia piemontese e una Conferenza delle Parti sul clima appartengono alla stessa storia.

L’acqua, il suolo, i microrganismi, il riso, il metano, il clima e il reddito di chi lo coltiva sono parti della stessa trama. Coltivare il futuro significa comprendere queste relazioni abbastanza bene da poterle orientare, facendo avanzare insieme clima, acqua, suolo, produzione e sicurezza alimentare.

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