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Nonostante le contestazioni dei più conservatori ancora profondamente attaccati a carbone e petrolio, la transizione energetica costituisce ormai un obiettivo imprescindibile per le agende di moltissimi Paesi. Il percorso di uscita dai combustibili fossili – il “transitioning away from fossil fuels” apparso per la prima volta durante la COP28 di Dubai e riaffermato in occasione della Conferenza internazionale di Santa Marta nell’aprile d quest’anno – prevede il progressivo abbandono di carbone, petrolio e gas naturale.

Un obiettivo che è ormai diventato chiaro anche al mondo delle aziende, anche (e soprattutto) a quelle legate alla produzione e distribuzione dei combustibili fossili stessi. Giunti a questo punto, le imprese del comparto si trovano a un bivio obbligato e dagli esiti opposti: contrastare tali traguardi oppure cercare di adattarvisi, integrandoli nei propri modelli di business.

Un esempio di questa seconda linea di pensiero è la strategia adottata da COIL, marchio principale del Gruppo Cristella, il quale opera sia nella gestione di stazioni di servizio a marchio proprio sia nella gestione di impianti delle principali major del settore. Il Gruppo, specializzato nella fornitura di prodotti petroliferi tradizionali e rinnovabili per la rete di distribuzione stradale ed extra-rete, ha fatto dei carburanti alternativi una scelta di business, sviluppando un modello di distribuzione carburanti che, pur fondando le proprie radici nell’economia tradizionale, ha saputo valorizzare anche le opportunità offerte dalla transizione energetica.

Seguendo questa linea, COIL ha introdotto nella propria offerta il biocarburante diesel di origine rinnovabile HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), prodotto da oli vegetali e scarti trattati con idrogeno, il quale è in grado di ridurre le emissioni di CO2 fino al 90%. Punto di forza del prodotto è la totale compatibilità con la maggior parte dei motori diesel attualmente esistenti.

«L’energia è per sua natura multiforme: esistono diverse fonti e il futuro sarà sempre più legato alla loro integrazione e diversificazione. Fotovoltaico, eolico, carburante biologico, idrogeno, gas naturale e altre soluzioni possono e devono essere utilizzate insieme per raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione», afferma Michele Cristella, Marketing Manager di Gruppo Cristella. «L’HVO – aggiunge – rappresenta una delle soluzioni più efficaci dal punto di vista ambientale: non richiede la realizzazione di nuovi impianti distributivi ma soltanto un adattamento di quelli esistenti, consentendo di immettere sul mercato un prodotto con un impatto significativamente inferiore rispetto ai carburanti tradizionali […]».

In aggiunta a ciò, nel 2024 il Gruppo Cristella ha deciso di integrare la sostenibilità nella propria strategia aziendale, formalizzandola come un impegno a lungo termine. Il Gruppo ha creato un team ESG incaricato di gestire l’attività di riflessione su processi, valori e pratiche interne, giungendo così alla redazione del proprio primo bilancio di sostenibilità.

Da questo lavoro è emersa una mappatura delle attività aziendali e una fotografia iniziale delle aree prioritarie su cui intervenire. Più che un esercizio di rendicontazione, il percorso si è tradotto in un lavoro di lettura dell’organizzazione, che ha permesso di mettere a fuoco priorità, responsabilità, obiettivi e traiettorie di sviluppo. Non un punto di arrivo, ma un inizio.

«Con la crescita importante degli ultimi anni, ci è sembrato doveroso comunicare in modo trasparente le nostre azioni e i risultati, soprattutto perché abbiamo la speranza che il nostro lavoro possa incoraggiare altri operatori del settore a seguire questo tipo di approccio», riprende Michele Cristella.

Sul piano economico, il lavoro sui KPI ESG e la strutturazione del percorso hanno aperto la strada a importanti finanziamenti e rafforzato la capacità dell’azienda di dialogare con il sistema bancario, oltre ad aver contribuito a una maggiore visibilità e a un migliore posizionamento sul mercato. Allo stesso tempo, il lavoro svolto per la redazione del bilancio di sostenibilità ha posto le basi per un sistema strutturato di monitoraggio, revisione degli obiettivi e integrazione progressiva degli aspetti ESG nelle decisioni aziendali.

Di fronte a queste iniziative di Gruppo Cristella, senz’altro virtuose, resta però un punto fermo: quello della distribuzione carburanti è un settore downstream dell’industria petrolifera, che nel tempo dovrà necessariamente trasformarsi nella direzione di fonti energetiche green. L’HVO e gli altri carburanti alternativi rappresentano un primo passo concreto in questa direzione, ma la strada verso il “transitioning away from fossil fuels” è ancora lunga, e molto resta da fare prima che il settore possa considerarsi realmente allineato agli obiettivi di decarbonizzazione.

Il percorso di Gruppo Cristella andrebbe letto in quest’ottica: non come un traguardo raggiunto, ma come una tappa di un processo di trasformazione ancora in corso. Un percorso che dimostra come, pur non essendo un’azienda “green” per natura, sia possibile adottare strategie attente alla sostenibilità. In un comparto tradizionalmente percepito come distante dai temi ESG, quindi, il percorso intrapreso dimostra come anche i settori più complessi possano affrontare la transizione con metodo e visione. Non si tratta di una tra le scelte possibili, ma l’unica via percorribile nel medio-lungo periodo.

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