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A Rabat il futuro parla green

La transizione ecologica ha bisogno di visione, di coraggio, ma soprattutto di nuove generazioni pronte a prendersi la responsabilità del cambiamento. Lo ha dimostrato il primo Youth International Summit for Peace and Diplomacy (YIAPD), che si è svolto dal 16 al 20 luglio alla Mohammed VI Polytechnic University di Rabat, in Marocco. Un evento che ha riunito studenti, ricercatori e giovani leader da oltre 25 Paesi per discutere di cooperazione internazionale, diplomazia culturale e sviluppo sostenibile.

Tra i protagonisti più attivi il giovane italiano Andrea Bogni, presidente del Monaco Young Ambassadors Club (MYAC), che ha rappresentato il Principato di Monaco con un intervento inaugurale interamente dedicato al ruolo della finanza sostenibile come strumento di cooperazione tra Europa e Africa.

Per affrontare la crisi climatica servono partnership stabili e strategie condivise. La finanza sostenibile, se ben indirizzata, può diventare un motore di sviluppo per interi territori”, ha dichiarato Bogni, che ha sottolineato in particolare l’importanza del Marocco come nuovo snodo regionale nei settori dell’energia verde, dell’idrogeno e dell’agribusiness rigenerativo.

Il summit ha offerto un’occasione concreta per riflettere sul ruolo strategico del Marocco nel Mediterraneo allargato. Un Paese che ha già investito con decisione in fonti rinnovabili, grandi impianti solari come quello di Ouarzazate e infrastrutture per la produzione di idrogeno verde, ma che guarda ora a nuove forme di cooperazione industriale e scientifica, in sinergia con partner europei.

A confermare la centralità della partnership Italia-Marocco è stato anche l’Ambasciatore italiano a Rabat, Pasquale Salzano, intervenuto a margine dei lavori: “Il Marocco è un partner strategico per l’Italia nel Mediterraneo allargato: un Paese stabile, dinamico, sempre più centrale nelle catene del valore globali. Le imprese italiane guardano con crescente interesse al mercato marocchino, con investimenti che uniscono crescita economica e sviluppo locale. Rafforzare la cooperazione economica e industriale è una priorità condivisa, in linea anche con lo spirito del Piano Mattei”.

Numerosi i workshop e i panel dedicati al legame tra sostenibilità ambientale e processi educativi. Tra i temi più discussi: il ruolo della formazione tecnica nella decarbonizzazione, le sfide dell’urbanizzazione sostenibile in Africa, le politiche climatiche multilivello e il valore dell’imprenditorialità giovanile ad impatto.

Se qualcosa è apparso chiaro a Rabat è che la sostenibilità non può essere più considerata una questione tecnica, né lasciata ai margini dei forum economici. È al contrario il perno attorno al quale ripensare gli attuali modelli di sviluppo, anche geopolitici. E i giovani – spesso esclusi dai tavoli ufficiali – stanno dimostrando di avere competenze, consapevolezza e volontà per giocare un ruolo da protagonisti.

Il summit YIAPD, alla sua prima edizione, ha saputo dare forma a questa energia, creando un luogo di confronto tra visioni e culture. E forse è proprio questa la lezione più importante: per affrontare il futuro, serve un patto generazionale fondato su responsabilità condivisa, diplomazia della sostenibilità e fiducia nella capacità di innovare delle nuove generazioni.

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