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Istituzioni, imprese e centri di ricerca a confronto

ImprontaZero prosegue il suo percorso di approfondimento sui PFAS (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche), gruppo di sostanze chimiche molto diffuse note anche come “ forever chemicals”.

A fronte della tossicità e della sempre maggiore pervasività di queste sostanze in acqua e ambiente, quella relativa ai PFAS si delinea al giorno d’oggi nel nostro Paese come una vera e propria emergenza. Nascono quindi studi, gruppi di lavoro, decreti normativi, iniziative pubbliche e private volti proprio ad affrontare la tematica e contrastare la diffusione di tali composti chimici.

La mattina dello scorso 25 giugno abbiamo preso parte al convegno “PFAS, strategia di intervento e pianificazione territoriale”, un momento di confronto tra istituzioni, imprese ed enti di ricerca, organizzato da Gruppo Dimensione Ambiente e patrocinato da Confservizi Piemonte – Valle d’Aosta.

Nella cornice della Sala Palatina 1 dell’hotel NH Collection Torino Santo Stefano, a moderare è stata la giornalista scientifica Cristina Bellon.

I lavori si sono articolati in due tavole rotonde separate: una ha approfondito il punto di vista delle istituzioni, mentre l’altra si è concentrata su quello delle imprese. Gli enti istituzionali hanno preso la parola per primi, discutendo le strategie territoriali in atto e le prospettive future per la Regione Piemonte.

L’Assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha ricordato come il Piemonte si impegni fortemente nel contrasto ai PFAS, per “garantire tutela ambientale e trasparenza”. La regione, infatti, tramite l’articolo 74 della L.R. 25/2021 (legge Omnibus), ha fissato valori limite stringenti per lo scarico in acque superficiali e vietato il rilascio di reflui contenenti PFAS nel suolo. Durante il convegno, i partecipanti hanno ricevuto un’importante notizia: proprio quel giorno il Consiglio regionale ha approvato un emendamento che concede un periodo transitorio di trentasei mesi per adeguare gli impianti ai nuovi limiti di scarico. Contestualmente, è stato istituito l’Osservatorio per la riduzione dei PFAS, organismo tecnico-scientifico che avrà il compito di supportare l’applicazione dell’articolo 74, promuovere una strategia organica per ridurre la presenza di PFAS e garantire un monitoraggio attento e l’adozione di buone pratiche.

L’importanza di intervenire a monte del ciclo idrico è stata sottolineata anche dai rappresentanti di due gestori idrici del territorio, l’Amministratore Delegato di Acqua Novara.VCO Daniele Barbone e il Presidente di SMAT Paolo Romano. “Quando parliamo di PFAS – ha affermato Barbone – parliamo di un tema che riguarda ognuno di noi. Ogni cittadino, ogni azienda, i gestori del ciclo idrico. La strategia di Acqua Novara.VCO prevede di monitorare e intervenire il più a monte possibile. Più riusciamo a intercettare queste sostanze a monte dei cicli produttivi, tanto più è efficace la nostra azione”.

A completare il ventaglio di relatori, anche il Direttore della Direzione Ambiente, Energia e Territorio di Regione Piemonte Angelo Robotto; il Direttore Generale di ARPA Piemonte Secondo Barbero; il Presidente di Confservizi Piemonte – Valle d’Aosta Sandro Baraggioli.

A seguire, la seconda tavola rotonda ha visto il confronto tra diversi esponenti del mondo imprenditoriale e industriale, i quali hanno sottolineato le complessità che si incontrano nell’affrontare e gestire un tema così complesso come quello dei PFAS.

Francesco Luccisano – Country Director Italy di Syensqo – ha spiegato come l’azienda abbia portato avanti ingenti investimenti per poter disporre delle migliori tecnologie per ridurre le emissioni di PFAS dall’impianto di Spinetta Marengo.

Emanuele Destefani, Direttore Tecnico di Agrigarden Ambiente, ha sottolineato: “Bisogna puntare su impianti consortili e su una maggiore capacità analitica distribuita sul territorio”.

A loro si sono uniti, apportando ulteriori interessanti suggestioni e punti di vista, il Direttore Business Unit Redevelopment & Remediation di WSP in Italia Jean Pierre Davit, il componente del Direttivo di Assoambiente Federico Poli e il Consigliere di GEAM Marco Scarrone.

Il convegno “PFAS, strategia di intervento e pianificazione territoriale” ha evidenziato come l’emergenza legata ai “ forever chemicals” sia ormai una priorità. L’impegno congiunto di istituzioni, enti, gestori idrici e imprese che puntano al monitoraggio e all’intervento per il contrasto alla diffusione dei PFAS in ambiente, è fondamentale. Il mondo imprenditoriale, pur confrontandosi con la complessità della transizione, sta investendo in tecnologie per ridurre l’impatto ambientale, dimostrando una crescente consapevolezza. La strada è lunga, ma la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti è la chiave per raggiungere il risultato.

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