Skip to main content

Lo scorso 13 luglio, durante l’High-level Political Forum (HLPF) delle Nazioni Unite, l’Italia ha presentato la propria Voluntary National Local Youth Review (VNLYR), documento che delinea i progetti, le iniziative e i traguardi raggiunti nella direzione degli SDG dell’Agenda 2030, nonché le principali sfide che il Paese deve ancora affrontare. Ne ha parlato ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) nel corso della diretta streaming “L’Italia allo specchio della Voluntary National Review: il giorno dopo New York e le scelte per il 2030”.

Frutto di un lavoro sinergico tra amministrazioni centrali (MASE e MAECI), regionali e locali in collaborazione con la società civile, il mondo accademico e le imprese, il rapporto di quest’anno si distingue per una fondamentale novità metodologica: l’integrazione della dimensione locale e di quella giovanile. Nell’edizione 2026, infatti, la tradizionale VNR italiana è stata affiancata da quattordici Voluntary local reviews e da una Youth voluntary review (YVR), che incorpora nel sistema di monitoraggio le prospettive, le priorità e le proposte dei giovani.

Progressi, criticità e divari territoriali

L’analisi dei dati presentata nella Review mostra un’Italia caratterizzata da profonde asimmetrie. Si registra un netto miglioramento per l’SDG 7 (Energia pulita), l’SDG 8 (Lavoro dignitoso) e l’SDG 17 (Partnership). Al contrario, altri ambiti mostrano progressi limitati o un vero e proprio peggioramento. Tra questi, gli SDG 5 “Parità di genere”, 6 “Acqua pulita e servizi igienico-sanitari”, 15 “Vita sulla terra” e 16 “Pace, giustizia e istituzioni solide”.

A queste differenze tematiche si somma una marcata polarizzazione geografica tra Centro-Nord e Sud. Al Nord, il 51,2% degli indicatori si posiziona sopra la media nazionale, sebbene permangano criticità per i Goal 2 (Sconfiggere la fame), 12 (Consumo e produzione responsabili) e 14 (La vita sott’acqua). Al Sud, il 52,2% degli indicatori è sotto la media nazionale, con picchi di criticità per i Goal 1 (Sconfiggere la povertà), 4 (Istruzioni di qualità), 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica) e 10 (Ridurre le disuguaglianze).

Imprese, energia e transizione ecologica

Sul fronte del coinvolgimento del settore privato, nel corso del 2025 l’adesione all’UN Global Compact da parte delle imprese in Italia ha visto centocinquanta nuovi associati. Il pacchetto Omnibus — che semplifica gli obblighi previsti dalla CSRD e dalla CSDDD — è stato accolto con favore. La sfida principale rimane l’integrazione della catena di fornitura, con le grandi aziende che segnalano difficoltà nel coinvolgere le PMI nella raccolta dei dati ESG e nella riduzione delle emissioni indirette.

Per quanto riguarda la transizione energetica, nel 2023 la quota di energia da fonti rinnovabili (FER) sui consumi finali lordi è aumentata, attestandosi al 19,6% (+0,5% rispetto al 2022). Durante la live ASviS, Alessandro Guerri – Direttore Generale Affari Europei e Internazionali e Finanza sostenibile del MASE – ha citato dati significativi sulla capacità italiana di installazione di energie rinnovabili: «L’Italia installa più di 7 GW all’anno e la potenza rinnovabile totale si attesta a 83,5 GW». Inoltre, i consumi energetici nel settore residenziale hanno registrato una contrazione dell’8% rispetto al 2022, toccando il minimo storico dell’ultimo decennio. Di contro, si osserva una preoccupante frenata nella mobilità sostenibile: la quota di mercato delle auto elettriche o ibride plug-in è diminuita nel 2024 per il terzo anno consecutivo, attestandosi al 7,5%.

La Youth Voluntary Review

Un punto fondamentale della Review del 2026 è il coinvolgimento delle giovani generazioni tramite la Youth Voluntary Review. Lo YVR si fonda su due azioni chiave, concepite non solo per dare spazio alle opinioni dei giovani, ma anche per garantire che i loro contributi si traducano in risultati politici concreti. Il primo canale, “Raccogliamo le idee – Let’s Gather Ideas!” si rivolge ai giovani dai 6 ai 18 anni attraverso laboratori, incontri e una call for ideas aperta. Il secondo, “Giovani per la PCSD – Youth for PCSD” coinvolge giovani studenti, ricercatori ed esperti.

A livello regionale, un esempio virtuoso di partecipazione è il progetto “Youth Forum 2026 – AGORÀ per lo sviluppo sostenibile”. Rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni, il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere il gruppo di partecipanti più ampio e diversificato possibile tra chi vive, studia o lavora in Umbria. Utilizza un innovativo gioco di ruolo (AGORÀ per lo Sviluppo Sostenibile) basato su sei scenari ispirati a reali sfide di sostenibilità del contesto umbro. Divisi in squadre, i partecipanti interpretano diversi stakeholder locali e – attraverso dialogo e negoziazione – perseguono i propri obiettivi contribuendo alla definizione di una soluzione condivisa, equilibrata e sostenibile. Un elemento chiave del gioco è il requisito dell’unanimità: se anche un solo ruolo non si ritiene soddisfatto, la squadra fallisce. Al termine del percorso, l’attività di raccolta dei dati qualitativi avviene tramite interviste, video, questionari e contributi scritti.

Dalla consultazione dei dati nazionali emergono tre tendenze significative sul percepito dei giovani. La prima riguarda un’elevata sensibilità ambientale, anche se con il passare degli anni cresce la percezione che l’azione del singolo non basti. Aumenta, inoltre, l’importanza attribuita al benessere psicologico, con il 30,5% degli adolescenti che lo indica come prioritario, mentre la percezione dell’utilità della scuola crolla dal 92% della fascia 6-10 anni al 13,1% di quella 14- 18 anni.

Partecipazione e “Pace Positiva”

Un altro elemento che emerge come centrale dalla VNLYR è il Forum Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SD Forum), uno spazio nato nel 2018 che attualmente conta 362 organizzazioni aderenti. Marta Cossu (Coordinatrice dell’Unità per lo Sviluppo Sostenibile – Direzione generale affari europei, internazionali e finanza sostenibile del MASE) afferma: «È nato chiedendo alle organizzazioni più attive sui temi dello sviluppo sostenibile, tra cui ovviamente ASviS, in che modo si potesse configurare uno spazio di confronto permanente su questo tema e sul processo di attuazione e revisione periodica della strategia».

Viene poi introdotto il concetto di “pace positiva”, intesa non semplicemente come assenza di guerra e violenza, ma come creazione di condizioni strutturali di equità, giustizia sociale e climatica, e qualità istituzionale. Come evidenziato da Massimo Pallottino (Coordinatore dell’Unità Studi e Advocacy di Caritas italiana e rappresentante del SD Forum), la pace positiva è un motore di sviluppo per comunità in cui la dignità di ciascuno viene valorizzata, permettendo di accompagnare anche le persone più fragili verso un futuro comune. «È una situazione in cui tutti quanti trovano il proprio posto, vedono la propria dignità riconosciuta e mettono il proprio spazio a servizio di un futuro comune. La sfida della sostenibilità è la costruzione di questo futuro per mano delle tante componenti diverse in gioco, che non sempre partono dagli stessi presupposti».

Le priorità di ASviS per la nuova Strategia Nazionale

Per concludere, riportiamo quanto dichiarato dal Direttore Scientifico di ASviS Enrico Giovannini, che ha richiamato l’urgenza di un’accelerazione decisa. L’Italia, infatti, è in ritardo su numerosi obiettivi dell’Agenda 2030, registrando in alcuni ambiti performance persino peggiori rispetto agli anni precedenti. In vista della revisione della Strategia Nazionale prevista per la fine dell’anno, Giovannini ha tracciato alcune priorità.

Si parte dal tema della transizione energetica, per cui è necessario assumere impegni molto più robusti rispetto a quelli attuali, a cui seguono la direttrice della parità di genere e quella della valutazione dell’impatto, sociale e ambientale, sui giovani e sulle future generazioni. A seguire,
suggerisce l’ampliamento dell’attuale set di 55 indicatori per renderlo coerente con i parametri del PNRR e della nuova programmazione europea. Infine, l’attenzione di Giovannini si è rivolta alla governance: diventa imprescindibile tradurre i modelli teorici in pratiche decisionali vincolanti per il governo e per gli enti territoriali, nonché avviare un confronto di tutte le forze politiche con i principi dell’Agenda 2030 in vista delle elezioni del 2027, poiché la prossima legislatura (che terminerà nel 2032) sarà quella decisiva per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

Vuoi scaricare il nuovo numero di ImprontaZero® e ricevere gratuitamente i prossimi? Iscriviti alla newsletter, compilando il form.