Nel panorama industriale contemporaneo, il packaging sta vivendo una metamorfosi profonda, evolvendo da semplice involucro a fonte informativa e vettore di sostenibilità. La spinta verso l’economia circolare trova così nella digitalizzazione il suo alleato più potente, grazie all’integrazione di tecnologie come IoT e blockchain. Innovare oggi significa ridisegnare i processi produttivi per ridurre l’impatto ambientale senza sacrificare l’efficienza: proteggere il prodotto tutelando il pianeta.
Il progetto FuturE-Pack
Da queste premesse è nato nel 2023 il progetto di ricerca FuturE-Pack, che esplora l’applicazione di soluzioni e tecnologie digitali avanzate al mondo del packaging (QR code dinamici, tecnologie NFC – Near Field Communication, blockchain e Intelligenza Artificiale). Si colloca all’interno di MICS, il Partenariato Esteso che promuove il Made in Italy Circolare e Sostenibile, finanziato dal MUR tramite Fondi PNRR. Il progetto è guidato dal Project Leader dottor Erik Ciravegna dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, coinvolge il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Firenze ed è sviluppato da un team di sedici ricercatori.
L’obiettivo è trasformare il packaging in una piattaforma informativa attiva e tracciabile lungo l’intera filiera del Made in Italy, valorizzandone il ruolo di mediatore e broadcaster, ovvero di canale di comunicazione per lo scambio di informazioni sui prodotti confezionati e sui loro impatti. Ciò avviene attraverso la semplificazione e la “traduzione” di dati complessi, per renderli comprensibili e utilizzabili dai diversi stakeholder. Il fine ultimo è quello di migliorare l’esperienza dell’utente finale attraverso informazioni trasparenti e accessibili, nonché incoraggiare scelte di acquisto e di consumo consapevoli e sostenibili. Allo stesso tempo, è anche di fondamentale importanza facilitare lo scambio di informazioni tra gli attori della filiera del Made in Italy, per agevolare la movimentazione sicura, efficiente, economica e sostenibile delle merci.
Le tecnologie digitali utilizzate
Questi obiettivi possono essere raggiunti attraverso diverse soluzioni. I QR code dinamici, per esempio, in quanto collegati a dati che possono essere modificati e aggiornati anche dopo la produzione, permettono di accedere a informazioni sulla composizione del packaging, alle istruzioni per un utilizzo corretto e alle indicazioni su percorsi di riuso e riciclo. Dall’altro lato, le tecnologie NFC permettono un’interazione immediata e “touch-based”, molto utile per l’autenticazione del prodotto e per l’accesso a informazioni di contesto.
L’integrazione tra blockchain e intelligenza artificiale ottimizza la gestione della filiera: se la prima permette di strutturare la tracciabilità di ogni passaggio e assicura dati immutabili e trasparenti su materiali e processi, la seconda trasforma queste informazioni complesse in contenuti chiari per i diversi stakeholder.
La sperimentazione portata avanti nel corso del progetto si è concentrata su due pilastri. Da un lato l’identificazione digitale univoca, resa possibile grazie a sistemi che connettono ogni singolo packaging ai dati generati lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita. Dall’altra i modelli informativi ispirati al Digital Product Passport (DPP) europeo, strutturati per rendere i dati tecnici, ambientali e di filiera accessibili e interoperabili direttamente tramite il pack.
Gli strumenti ottenuti
Questa strutturazione e sistematizzazione della conoscenza intorno allo smart packaging si è tradotta anche in una piattaforma interattiva organizzata, atta a rendere accessibili dati, modelli informativi e relazioni tra tecnologie, materiali, filiera e ciclo di vita del prodotto. Allo stesso tempo, da FuturE-Pack è nato anche un toolkit di progettazione che si rivolge a designer, aziende e operatori della filiera. Si tratta di una risorsa concepita per supportare l’applicazione concreta delle soluzioni di smart packaging sopra menzionate, fornendo strumenti e linee guida per l’integrazione delle tecnologie digitali, obiettivi di tracciabilità e di sostenibilità all’interno del mondo del packaging. Questi risultati costituiscono il cuore pulsante del progetto di ricerca: grazie a loro, le conoscenze acquisite possono essere replicate e trasferite in contesti diversi, superando i confini della sperimentazione ed entrando nel panorama industriale attuale.
Il settore degli imballaggi
Ciò acquisisce ancora maggior valore se si considerano i dati relativi al settore italiano delle tecnologie per il packaging. Secondo i preconsuntivi elaborati dal Mecs – Centro Studi Ucima, il settore italiano delle tecnologie per il packaging ha chiuso il 2025 con un giro d’affari complessivo di 10,2 miliardi di euro.
Allo stesso tempo, il Rapporto sull’industria dell’imballaggio in Italia elaborato da Mordor Intelligence prevede che il mercato italiano dell’industria del packaging crescerà da 3.44 miliardi di dollari nel 2025 a 3.55 miliardi di dollari nel 2026 e raggiungerà i 4.14 miliardi di dollari entro il 2031.
A ciò si aggiunge l’introduzione, fissata per il 2026, del Digital Product Passport dell’UE, che rafforzerà tracciabilità e trasparenza lungo l’intera catena del valore.
I benefici
L’adozione di questo sistema genera benefici trasversali in molteplici ambiti. Permette ai marchi di rendere più incisivo il racconto dei propri impegni e ai fornitori di certificare la qualità dei materiali, migliora l’efficienza degli operatori logistici tramite una gestione puntuale dei dati e garantisce ai rivenditori l’accesso a informazioni verificate. Infine, il cliente può contare su un alto livello di trasparenza che abilita scelte d’acquisto più consapevoli.
Il packaging evolve così in uno strumento attivo che accompagna il consumatore anche dopo la fase di acquisto. Tramite l’accesso a contenuti sempre aggiornati e aggiornabili, l’utente viene guidato verso un utilizzo corretto e responsabile del prodotto e dell’imballaggio: dalle indicazioni su riuso, restituzione o riciclo del pack, alle informazioni utili per la cura o la gestione del prodotto, fino a eventuali servizi digitali post-vendita.
La sperimentazione pilota
Il progetto ha sviluppato una sperimentazione pilota nell’ambito del fashion e-commerce con i partner Zerobarracento (che ha fornito il capo di abbigliamento e i dati per definire la tracciabilità digitale), Astrakode (che ha lavorato allo sviluppo e alla verifica dei modelli di tracciabilità basati sulle tecnologie digitali sopra menzionate) e Movopack (che ha sviluppato una soluzione di packaging riutilizzabile e il sistema di reso, riutilizzo e monitoraggio del ciclo di vita).
Conclusioni
“FuturE-Pack – afferma il dottor Ciravegna – si inserisce in un contesto di profonda trasformazione del settore del packaging, guidata dalle grandi traiettorie della sostenibilità e del digitale. La crescente attenzione alla circolarità dell’economia, l’evoluzione delle normative sui rifiuti da imballaggio e le aspettative dei consumatori in tema di sostenibilità […] stanno spingendo le aziende a ripensare prodotti e processi per ridurre l’impatto ambientale. […]”.
Il progetto, in conclusione, si pone l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una filiera digitale basata su flussi informativi continui e su un linguaggio comune, facendo dell’imballaggio un mediatore informativo attivo e tracciabile. In questo scenario, la digitalizzazione si conferma il motore per un futuro in cui innovare i processi significa (anche) tutelare il pianeta.
Vuoi scaricare il nuovo numero di ImprontaZero® e ricevere gratuitamente i prossimi? Iscriviti alla newsletter, compilando il form.
