di Elisa Cabiale, Redazione
Il periodico ImprontaZero ha intervistato Stefania Crippa – Funzionario Tecnico Commerciale di MACO
Greentech Srl – e Patrizia Chiappa Fornara – Ufficio Commerciale – per approfondire l’innovativo modello sviluppato dalla società nel settore degli oli industriali. Abbiamo parlato di sostenibilità ambientale ed economica, delle tecnologie applicate e dell’importanza della Manutenzione Preventiva Programmata (MPP).
Partiamo da un inquadramento di carattere generale. Come nasce MACO Greentech Srl, di cosa si occupa e quali sono i servizi che offre ai propri clienti?
Siamo nati nel 1999 da un’idea di Roberto Crippa e del suo socio Adriano Copello, che al tempo lavoravano fianco a fianco nel settore dell’olio diatermico. Si tratta di un prodotto piuttosto costoso, che ha un notevole impatto sull’ambiente, e che tradizionalmente viene sostituito spesso, ogni qualvolta presenti un problema che ne pregiudica la funzionalità.
L’idea da cui partiamo è quella di scongiurare la sostituzione frequente dell’olio diatermico preservandolo in uno stato qualitativo ottimale. L’idea è quella da un lato di sviluppare macchinari per trattare questo materiale ed eliminare gli inquinanti, dall’altro – e questo progetto è stato avviato un po’ dopo – di promuovere un piano di Manutenzione Preventiva Programmata (MPP). L’olio diatermico, infatti, se monitorato attraverso analisi chimico-fisiche costanti e se si interviene prontamente per risolvere eventuali problemi, può avere un ciclo di vita assai lungo. Per fornire qualche dato, abbiamo casi di olio inserito in circuito in uno stato di buona qualità da circa quindici anni.
In che modo le tecnologie di MACO Greentech si inseriscono all’interno dei principi di sostenibilità ambientale ed economia circolare?
L’olio diatermico è fondamentalmente un prodotto petrolifero, per cui ha un impatto ambientale decisamente rilevante. Rendendo questo prodotto il più durevole possibile, riduciamo la necessità di nuova produzione e di smaltimento dell’olio esausto. I costi di questa tipologia di olio, inoltre, sono parecchio alti: il valore è in genere di tre o quattro euro al litro e mediamente gli impianti necessitano dai cinquemila ai trecentomila litri. È un altro elemento che i nostri clienti tengono in grande considerazione. In questo senso, sostenibilità ambientale ed economica sono due aspetti che si compenetrano profondamente.
Gli inquinanti principali dell’olio diatermico possono essere solidi o gassosi. Questi ultimi sono dei Basso Bollenti, sostanze altamente infiammabili che fanno sì che l’impianto lavori in condizioni di scarsa sicurezza. Tramite un sistema che abbiamo denominato “DIA EVO” siamo in grado di rimuovere le frazioni inquinanti gassose senza interrompere il ciclo di lavoro, con olio caldo e impianto in marcia. Spesso, infatti, ci troviamo di fronte a impianti che non possono essere fermati, che lavorano trecentosessanta giorni all’anno, per cui l’idea del cambio d’olio diventa invasiva.
Gli inquinanti solidi, invece, influiscono spesso non sulla sicurezza dell’impianto, ma sul danneggiamento del macchinario. Con il sistema “DIA HIT” si eliminano queste frazioni inquinanti, soprattutto se trattate prima che si depositino.
Attualmente è ancora poco diffusa l’idea della manutenzione legata alla prevenzione dei guasti, ma a fronte della nostra esperienza possiamo affermare con sicurezza che quella è la strada da percorrere. Per questo motivo, attualmente stiamo cercando di spingere molto i contratti di Manutenzione Preventiva Programmata (MPP), proponendoli anche a dei costi piuttosto bassi, molto convenienti per i clienti. Questa tipologia di contratti, infatti, permette a loro di godere di un monitoraggio costante, e a noi di fidelizzare il cliente sul lungo periodo. Negli ultimi tre anni siamo passati da zero a circa cinquanta contratti di questo tipo. I piani MPP prevedono due analisi all’anno: una viene fatta da un nostro collaboratore esterno, l’altra viene effettuata dalla compagnia fornitrice dell’olio. Contestualmente, a ogni uscita del tecnico effettuiamo sempre anche un’indagine sullo stato l’impianto.
Quali sono i vostri principali settori di attività?
Spaziamo molto. Passiamo dal settore industriale (ad esempio alimentare, chimico, farmaceutico, tessile ecc.) a quello civile (ospedali, acquedotti e depuratori), fino a quello energetico (produzione da biomasse, cogenerazione ecc.). Ci rivolgiamo soprattutto a grandi player, aziende molto strutturate.
Parlatemi del settore delle biomasse.
Le partnership che abbiamo attivato con aziende che producono energia da biomasse si sono spesso sviluppate senza particolare premeditazione. Intorno al 2009 il settore è iniziato ad emergere fortemente in Italia, complici il supporto e gli incentivi da parte dell’Europa. In quegli anni MACO collaborava già da diverso tempo con l’azienda distributrice del tipo di olio sintetico che veniva consigliato dai costruttori degli impianti in questione. In questo modo siamo entrati nel giro dei grandi player del settore. La maggior parte degli impianti a biomassa in Italia, quindi, li abbiamo avviati noi, perché abbiamo sempre avuto rapporti piuttosto stretti con le aziende produttrici, o comunque appartenenti alla filiera.
Avete nuovi progetti in cantiere che ci volete raccontare?
Quest’anno per la prima volta siamo stati espositori ad Ecomondo e ne siamo usciti molto soddisfatti. L’affluenza di visitatori è stata altissima e in tale contesto abbiamo avuto modo di proporre un nuovo servizio. L’idea è nata da una richiesta di un nostro cliente, e consiste nell’applicare lo stesso servizio che effettuiamo sull’olio diatermico anche ad altre tipologie di oli, come quelli lubrificanti, per le turbine ecc. Ad oggi pensiamo che i prodotti di punta in tal senso potrebbero essere l’olio idraulico e quello motore. Abbiamo quindi progettato impianti di trattamento e filtrazione degli oli industriali, per mantenerli in perfette condizioni. Si tratta di un settore molto interessante perché meno di nicchia rispetto a quello dell’olio diatermico.
Un’ultima domanda: da un punto di vista di responsabilità sociale, sappiamo che sposate e finanziate diversi progetti. Me ne raccontate uno per voi particolarmente significativo?
I nostri progetti di responsabilità sociale cambiano di anno in anno. Attualmente stiamo facendo delle donazioni a “Fondazione ABIO Italia Onlus – Associazione per il Bambino In Ospedale”, realtà che organizza corsi di formazione per i volontari che assistono i bambini che vivono in ospedale. Li accolgono, li coinvolgono nei giochi e in tutte le attività che possano aiutarli a superare l’impatto con un ambiente sconosciuto e con il dolore. La preparazione dura dai sei mesi a un anno, ed è di carattere sia teorico, sia pratico, sia psicologico. Come azienda non pubblicizziamo in modo particolare queste donazioni, ma condividiamo sempre con i nostri clienti le iniziative e le associazioni che vi stanno dietro, in modo tale da promuovere una condivisione di ideali e sensibilizzare anche altre realtà su queste tematiche.
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