Un nuovo sistema di raccolta rifiuti per TAM
Sono ormai diversi anni che TAM – il Teatro degli Arcimboldi di Milano – si distingue nel panorama artistico e culturale come pioniere nell’ambito della transizione ecologica e della tutela ambientale. Negli ultimi anni ha intrapreso un importante progetto che prevede l’integrazione della sostenibilità in tutte le strutture e le attività del teatro. Ne sono un esempio l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto dell’edificio, l’abbandono del contante in favore dei pagamenti digitali e la ristrutturazione dei bagni in chiave sostenibile.
L’ultimo ambizioso progetto messo in cantiere dalla direzione del teatro consiste nell’elaborazione di un piano di sviluppo e riorganizzazione della raccolta differenziata, per massimizzare i risultati in termini di riduzione di rifiuti prodotti, separazione delle frazioni e avvio a riciclo. Per la pianificazione, la direzione e il Sustainability Manager del teatro hanno potuto sfruttare alcuni dati preliminari raccolti durante le attività sperimentali di mappatura di produzione di rifiuti condotte in occasione di alcuni spettacoli.
Abbiamo chiesto a Marzia Ginocchio – Direttrice generale di TAM – di rispondere a qualche domanda in merito al progetto.
Il progetto di riorganizzazione della raccolta differenziata rappresenta un impegno operativo significativo. Quali sono i passaggi che vi hanno portato a individuare la gestione dei rifiuti come priorità ambientale attuale per il teatro?
La gestione dei rifiuti è diventata una priorità per il Teatro Arcimboldi dopo un’analisi approfondita condotta attraverso il Bilancio di Sostenibilità, che redigiamo dal 2022. L’osservazione dei flussi di pubblico (ospitiamo oltre 2300 spettatori a replica) e dei processi interni ha evidenziato l’impatto significativo degli scarti prodotti durante gli eventi e tramite le attività interne. Da qui la decisione di riorganizzare la raccolta differenziata come intervento immediato e concreto, con l’obiettivo di rendere il teatro un modello di sostenibilità praticata e non solo dichiarata.
Quali sfide specifiche vi aspettate nel coinvolgere attivamente gli spettatori nel nuovo sistema e come intendete superarle?
Il coinvolgimento del pubblico richiederà un cambio di abitudini in un contesto, quello teatrale, in cui le persone pensano soprattutto all’esperienza artistica. La sfida principale sarà rendere la raccolta differenziata un gesto naturale, anche in un luogo di passaggio. A questo si aggiunge la necessità di evitare errori di conferimento e di garantire una gestione fluida dei flussi nelle aree comuni. Per superare questi ostacoli puntiamo su una comunicazione chiara, evidenziata attraverso una segnaletica intuitiva e contenitori ben distribuiti, ma soprattutto su un accompagnamento attivo del nostro personale, formato per guidare e sensibilizzare il pubblico senza interferire con l’esperienza dello spettacolo. L’obiettivo è trasformare ogni spettatore in un alleato e in un ambassador di consapevolezza ecologica: un piccolo atto di responsabilità collettiva che parte dal foyer del nostro teatro e si riflette sull’intera città, con l’auspicio che diventi un gesto naturale.
Il progetto di riorganizzazione della raccolta differenziata, specialmente se ampliato al pubblico, richiede un investimento non indifferente. Considerando che da anni dimostrate grande impegno in questo campo, con quali mezzi intendente finanziare il progetto? Pensate di coinvolgere la comunità e gli stakeholder nel sostenere questa specifica iniziativa ambientale?
La riorganizzazione della raccolta differenziata è un investimento significativo, ma rientra pienamente nella traiettoria che il teatro ha intrapreso da tempo. Una parte delle risorse proviene dai fondi che abbiamo già destinato ai progetti ambientali all’interno del nostro percorso di sostenibilità, che negli ultimi anni ha guidato interventi strutturali e miglioramenti operativi. Accanto ai nostri investimenti diretti, sarà fondamentale il coinvolgimento di partner e stakeholder che condividono una visione responsabile della cultura. È un progetto che parla di comunità, e per questo intendiamo aprire canali di sostegno dedicati: dalle aziende interessate a inserirsi in un percorso di responsabilità sociale, fino ai cittadini e alle imprese che desiderano contribuire tramite strumenti come l’Art Bonus.
Il nostro obiettivo è costruire un’alleanza attorno a un gesto semplice e concreto: dimostrare che un grande teatro può diventare un laboratorio di sostenibilità, promosso e voluto non solo da chi lo gestisce, ma anche da chi lo vive.
Se il progetto dovesse raggiungere i risultati attesi, pensate che possa diventare un modello replicabile per altri teatri e spazi culturali? E vi vedete nel ruolo di promotori di buone pratiche nel settore?
Sì, se il progetto raggiungerà i risultati attesi, può diventare un modello replicabile per altri teatri e spazi culturali. Agli Arcimboldi puntiamo a trasformare l’esperienza in un esempio concreto di best practice, documentando processi e strumenti per condividerli con il settore. Da sempre ci proponiamo di essere promotori di innovazione culturale, diffondendo metodologie efficaci e contribuendo a una rete di teatri più collaborativa e sostenibile, anche in ambito internazionale.
Il vostro teatro redige il Bilancio di Sostenibilità da diversi anni, posizionandosi come un punto di riferimento nel panorama culturale. Cosa vi ha spinto a intraprendere questo percorso e come è evoluta nel tempo la visione strategica della sostenibilità all’interno di TAM? E, più in generale, in che modo un’istituzione culturale come la vostra può influenzare positivamente la comunità e il pubblico sulle tematiche ambientali e sociali?
Il nostro impegno nella redazione del Bilancio di Sostenibilità nasce dalla convinzione che un teatro non sia solo un luogo di spettacolo, ma un attore responsabile della comunità in cui opera. Dal 2022 abbiamo deciso di misurare in maniera trasparente il nostro impatto economico, sociale e ambientale, perché crediamo che la cultura debba generare valore anche oltre il palcoscenico. Nel tempo, la nostra visione strategica della sostenibilità si è evoluta da un approccio normativo e documentativo a un modello integrato e proattivo, in cui la sostenibilità guida le scelte operative, artistiche e tecnologiche. Questo significa, ad esempio, ottimizzare l’efficienza energetica, favorire la diversità e l’inclusione, promuovere collaborazioni con partner sensibili a tematiche sociali e ambientali, selezionare con attenzione fornitori in linea con i nostri valori.
Un’istituzione culturale come la nostra ha la capacità di influenzare positivamente la comunità e il pubblico non solo attraverso la comunicazione, ma soprattutto tramite l’esempio concreto. Ogni spettacolo, ogni progetto, ogni iniziativa collaterale può veicolare messaggi di responsabilità sociale e ambientale, trasformando il teatro in uno spazio di sensibilizzazione e partecipazione attiva. In questo senso, il Teatro Arcimboldi
di Milano si propone come catalizzatore di comportamenti sostenibili, dimostrando che cultura e responsabilità lavorano in sinergia generando impatti duraturi sull’intera comunità.
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